PCA Affinity

Sono sincero, non mi sarei mai aspettato che venisse il giorno di trovarmi nella posizione (seduta) di scriverti! E già, c’è voluto un impatto mediatico importante per farmi prendere questa decisione, esponendomi ad insulti e vessazioni!

Ho saputo della tua idea di battere il record Kouros solo qualche giorno prima, anche perché il nostro sport non gode di molta notorietà rispetto ad altre discipline sportive, non attrae molti spettatori. Guardare un uomo che corre in tondo per 24h onestamente non suscita molto interesse, se non per quel ristretto numero di appassionati.

Dopo il tuo ritiro, a prescindere dalla motivazione, s’è scatenato l’inferno social. Ho letto di tutto e di più; dal snaturamento della tua iconografia mettendoti in gioco su pista o su asfalto rispetto ad affrontare difficoltà tecniche delle vette, all’essere sfruttato dallo sponsor esclusivamente per dinamiche commerciali per il lancio di una nuova calzatura, alla scelta di correre in una zona del pianeta climaticamente ostile per via della stagione e delle poche ore di luce a disposizione, oppure nel tentativo di invadere un settore che ha già i suoi idoli, etc. etc. Ma nessuno s’è posto il problema che forse poteva essere una tua idea?

Non mi sarei mai aspettato tanto clamore, ognuno con la propria verità pronta per essere esibita al momento e posto giusto, e mai come adesso hai dato la possibilità a molti di suonare le proprie trombe, cavalcando l’onda mediatica per attimi di celebrità con gli sforzi altrui (in Liguria definiamo tale atteggiamento in modo differente ma non replicherò qui, vorrei mantenere un tono semi professionale) non solo, hai portato alla ribalta il detentore del record, che fino a venerdì scorso, molti non ne conoscevano l’esistenza!

Io e te non ci conosciamo di persona, o perlomeno non ti ricorderai di me quando ci stringemmo la mano (ancora quando si poteva) in quel di Canazei alla vigilia di una Dolomites Skyrace, di qualche anno fa. Quei pochi minuti di conversazione capii al volo che avevo davanti non solo un campione ma un ragazzo semplice e nello stesso tempo ambizioso che da lì a qualche anno dopo, sarebbe diventato, per il mondo trail e non solo, un’icona assoluta.

La “facilità” con cui hai affrontato le tue personali sfide, tutte ben documentate ed organizzate, non lasciano intravedere l’impegno ed il sacrificio per raggiungere tali risultati. La fluidità della tua corsa, l’agilità nel superare gli ostacoli tecnici della montagna, alle volte anche rischiosi, ha fatto sì che molti giovani abbiamo scoperto questa disciplina che fa un po’ fatica a decollare. Io stesso che alleno un ristretto nr di ragazze, consiglio loro di guardare le tue imprese, non tanto per imitarle, ma soprattutto per capire che dietro a quella semplicità esiste un lavoro enorme.

Tornando alla prova in pista, ho cercato di seguire la progressione dell’evento in televisione collegata al mio pc. Il passo fluente, nonostante l’incremento dei chilometri caricati sulle gambe, fino al momento dello stop, mi avevano fatto sperare in un ennesimo successo, che forse avrebbero spento molte critiche, ma purtroppo l’impresa non ha dato i frutti sperati.

A mio avviso non è passato il messaggio che nella carriera sportiva, raccogliere solo successi è impossibile, ma esistono anche i “fallimenti”, ovviamente per chi ha una notorietà come la tua è logico avere una maggiore pressione ed anche una responsabilità rispetto ai propri followers, mi spiace solo che tutti gli appassionati, abbiano prevalentemente criticato piuttosto che fare delle valutazioni oggettive, mi sarei aspettato più sostegno.

Quello che forse non riusciamo a capire, che al di sopra di un certo livello sportivo stiamo parlando comunque di esseri umani e come tali non sono infallibili, con i propri pensieri, preoccupazioni ed aspettative, ma soprattutto coi propri limiti. Di fatto non esistono scelte giuste o sbagliate, esistono solo delle scelte e come tali devono essere rispettate. Poi potremmo discutere delle sfumature per aggiustare il tiro imparando dagli errori, che quest’ultimi se non esistessero non ci sarebbero momenti di crescita.

Che aggiungere… non sarà certo questo evento a farti rinunciare ad un altro tentativo o altri obiettivi sportivi. Sicuramente verrà il giorno in cui arriveranno atleti più forti di te, ma questo non dovrà in alcun modo demoralizzarti, perché hai tracciato la via a molti giovani ed atleti diversamente giovani come me.

Con stima, Andrea