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Enda (“Vai” in lingua swahili) è nata grazie ad un crowdfunding che nel ha finanziato il progetto della Iten, che ha visto luce nel 2017

Una scarpa semplice, senza “trucchi” tecnologici, che può aiutare a “correre keniota”: non per battere un record mondiale, ma per ottimizzare la corsa.

Perchè “correre keniota”? Perchè Enda è una compagnia keniota, produce scarpe in Kenya, scarpe fatte dai Keniani.

Enda è una compagnia che si preoccupa anche di far parte attiva dell’ambiente in cui è nata, di far crescere il proprio impatto sociale (attraverso il mondo del lavoro) e di far cambiare anche il modo in cui il mondo può vedere il Kenia; e di ridurre l’impatto ambientale, attraverso il lavoro rispettoso di parametri che le hanno permesso di essere certificata come B-Corp
e Climate Nautral

E così le scarpe Enda vengono prodotte con l’obiettivo di far “correre kenioti”.

Il Kenya è la terra dei più forti corridori, frutto di una modo di essere che li porta a corrrere insieme, dandosi così impulso l’un l’altro ad andare più veloce, più lontano, diversificando gli allenamenti.

Ed è questo il modello da seguire per diventare corridori migliori: correre insieme ad altri, diversificare la corsa.

Nava, co-fondatrice di Enda, con le Iten e le Lapatet

Enda produce scarpe – in attesa di un modello racer ed uno da trail – fatte per assecondare meglio i diversi tipi di allenamento: c’è la Iten per il fartlek, tempo run, ripetute collinari; e la Lapatet per la corsa più lenta, facile, fatta a quel ritmo che ti permette di parlare.
Una reattiva, l’altra ammortizzante.

 

ENDA ITEN

Iten pesa 224gr (taglia 42) ed ha un differenziale tacco-punta di 4mm, con intersuola molto flessibile che permette al piede di sviluppare forza e resistenza, che avvolge il piede per stabilizzarne la seduta, ed una zona avampiede larga per permettere una naturale disposizione delle dita.

Interessante sapere che la scarpa racconta il proprio Paese, facendolo attraverso dei segni estetici, come le 12 linee che solcano lateralmente l’intersuola, a ricordare la data – 12/12/63, in cui il Kenya divenne una paese indipendente.

Ed i triangoli ripetuti sul mesh, forma geometrica molto diffusa nel design in Kenya. Ed il motto “garambee” scritto sulla pianta dell’intersuola, termine che significa “tutti assieme”, usato quando le comunità si uniscono per realizzare qualcosa che gli individui non potrebbero fare da soli.

E poi c’è la “fossa” che segna l’intersuola al tallone, che simboleggia la Rift Valley. Ed il nome, Iten: la piccola cittadina che ha dato i natali al maggior numero di campioni nella corsa…

Tutte queste cose sembrano sciocchezze, ma a pensarci su possono renderti più consapevole del valore di quello che indossi ai piedi e di quello che stai facendo quando corri: ti porti dietro un pezzo di paese, di storia, e fai parte di una grande comunità: quella dei runners.

 

ENDA LAPATET

Enda Lapatet pesa 260gr (taglia 41) ed ha un differenziale tacco-punta di 6 mm (24-18) che la rende una scarpa adatta alla corsa di meso piede.

Anche questo modello è caratterizzato da segni della cultura Keniana, come il colore degli occhielli dei lacci, che sono quelli della bandiera del Kenya.

La mappa topografica disegnata sulla pianta dell’intersuola.

I tradizionali disegni dei tessuti Swahili che sono riportati sulla stringa della talloniera.

Ed il nome, Lapatet, che significa “corsa” in diverse tribu del Kenya.

 

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ITEN

LAPATET