PCA Affinity

La nuova Mizuno Wave Rider 25 continua a portare avanti la tradizione del marchio Giapponese, ed incarna il profilo della scarpa running “daily trainer” dotata di una capacità di passo che, seguendo le tendenze attuali, risulta più piacevole e anche reattiva grazie all’adozione della nuova nuova versione della gomma Enerzy, più morbida e dotata di un maggior ritorno di energia, rispetto a quella della già validissima Rider 24. Ed anche grazie ad una nuova piastra Wave, fatta in bio PEBA.

Caratteristiche:

Peso: 275gr / 230gr versione femminile
Differenziale: 12mm (36mm/24mm tacco-punta)
Tomaia: tessuto air mesh econ-friendly
Intersuola: due strati di gomma Mizuno Enerxy con inserto Wave Plate sotto al tallone
Suola: gomma X10 sotto al tallone, gomma soffiata all’avampiede

Tomaia

La tomaia della Mizuno Wave Rider 25 si presenta con un aspetto molto pulito, elegante, quasi non sembra da scarpa running! Siamo lontanti eoni dai tessuti in mesh a rete di una decina di anni fa, rinforzati da placche in tessuto plastico cucite sul tessuto.

Qui abbiamo un tessuto ingegnerizzato, con zone traforate per migliorare l’areazione, altri più consistenti per fornire la giusta struttura contenitiva.
E’ un bel tessuto al tatto, ed internamente piacevole da indossare anche sul piede nudo.

Non serve far passare i lacci anche per l’ultimo occhiello del sistema di allacciatura: il collarino, ben imbottito, si salda molto bene sul piede; il contrafforte tallonare , molto molto rigido, garantisce totale stabilità del piede durante il passo.

La linguetta paralacci, dotate di soffietti laterali che la collegano alla tomaia, ha un imbottitura morbida e malleabile, ben protettiva anche contro l’allacciatura più compressa: il piede può essere “schiacciato” contro la scarpa, ma senza che questo provochi fastidio al collo del piede.

Ben profilata ed elastica la soletta interna rimovibile, fornisce una seduta piacevole e piena.

Calzata

Con la Mizuno Wave Rider 25 si ha una sensazione di essere accolti ben accolti – e meglio rispetto alla Rider 24 – già alla prima calzata. Una sensazione simile a quanto si prova nella Brooks Ghost, che da questo punto di vista – sensazione di confort al primo contatto – è il top. Ma qui si ha una sensazione di fasciatura , specie sul collo del piede, più simile alla Asics Gel Cumulus 24.
Ben fasciati lateralmente, ben avvolti anche all’avampiede ma non compressi alla dita, ben fermi al tallone, si sta sempre ben sicuri e comodi.

Intersuola

L’intersuola della Mizuno Wave Rider 25 è composta di due strati di Enerzy Foam della stessa densita. Tra i due strati è presente la piastra Wave, che in questa versione presenta un disegno più arcuato rispetto a quello della Rider 24, che era quasi piatto

 

Il disegno smussato dell’intersuola sotto il tallone è progettato per favorire il momento dell’appoggio a terra, che avviene sempre un po più caricato verso la parte esterna del tallone. Questo assetto favorirsce il movimento dell’elica podalica, quel carico di peso sulla parte esterna del piede che poi si trasferisce nella parte interna del piede, sotto l’alluce, al momento della spinta. Questa curva effettuata dal piede è la forma neutra del passo.

In certi casi, ed un differenziale alto può contribuirvi, questa movimento può manifestare un momento di caduta verso l’interno sotto l’arcata del piede. Questa è la pronazione.

Il Wave ha una forma più curvata rispetto a quella della Rider 24, con l’archetto della parte interna più spesso e più pronunciato, per offrire una sorta di “supporto” all’arco del piede quando si manifesta una leggera pronazione.

Il contatto è morbido e la caduta ben attutita, con la gomma dello strato inferiore che si comprime molto al momento dell’atterraggio, come non si era mai sentito su una Rider! questo avviene senza determinare un affossamento del piede, dato che la rullata è ben “sospinta” sia dall’elevato differenziale tacco-punta che dall’effetto leva procurato dal sistema WAVE – in questa funzione antesignano delle moderne piastre in carbonio o plastica presenti in tutte le collezioni di ogni marchio.

Comportamento

Nella Mizuno Wave Rider 25 il contatto a terra ha ricevuto una maggior morbidezza dalla nuova mescole Energy, rispetto a quanto si sentiva nella Rider 24, grazie al fatto di aver sostituito la gomma sotto la piastra con l’Enerzy, più morbido rispetto all’U4ic.

E a questo contribuisce anche il modo in cui è smussata tutta la parte inferiore, che presenta un zona cava molto più ampia, ed anche una minor superficie di suola. Tutto il momento di contatto a terra è diventato più morbido e piacevole, e allo stesso tempo si percepisce un maggior “ripresa” in fase di decompressione della gomma.

Non si va certo più veloce, ma si va con più facilità. Con più piacere.

L’unico scotto da pagare è che questa accentuata flessibilità e morbidità che si fa sentire sotto l’avampiede, le prive volte, può risultare affaticante: venendo dalla Rider 24, specie se scarica – si può percepire l’avampiede un po più caricato nella fase di spinta.

Ma giusto il tempo di qualche uscita, che serve un po ad allenare il piede, e questa sensazione sparisce.

Suola

La suola ha poca superficie di contatto al tallone, dove sono presenti due piccoli cuscinetti laterali, ed è molto estesa nella parte anteriore, dove è suddivisa in placche che favoriscono la flessibilità dell’intersuola durante la rullata dell’avampiede, ma forniscono anche una solida base nella parte interna dove avviene il lavoro di spinta.

I materiali sono noti per la loro durata all’usura, ma nutro un po di perplessità sulle dimensioni dei due cuscinetti sotto al tallone: in questa zona c’è molto carico di lavoro, ma la superficie di contatto a terra è poco estesa… Probabilmente parte del lavoro è dissipato dalla piastra Wave.

Conclusione

Insomma, si viaggia bene, si viaggia lisci e protetti con la Mizuno Wave Rider 25 che, per quanto non sia più un modello di massima ammortizzazione come lo era una decina di anni fa – relativamente ai canoni attuali – riesce comunque ad offire un ottimo livello di protezione a corridori, se non evoluti, almeno in corretta forma fisica, anche ad un passo molto calmo. Per la massima ammortizzazione c’è la Wave Sky 4.

Forse necessiterebbe maggiore protezione nella parte anteriore, dove l’intersuola è più flessibile: se da una parte è un bene, perchè fa allenare il piede, dall’altra può farlo affaticare troppo per quel tipo di corridore che cerca una scarpa per farsi una corsetta bruciacalorie e non gliene frega niente di evolvere come runner.

E anche chi vuol spingere un po, potrebbe sentire un po di mancanza di risposta rispetto alla forza impressa. Chissà, questa cose si potrebbe risolvere con una piastra Wave che si estende anche sotto l’avampiede…