Alla prima occhiata la Speedland SL PDX mi sembrava un copia della Saucony Switchback, scarpa da trailrunning leggera dotata dello stesso sistema di allacciamento BoaFit.
Mi sembrava fatta con una tomaia in tessuto rip stop, tipo quello da tende, e come quello usato anni fa nelle stranissime New Balance MT00, quelle con la suola Vibram da “moon walker”.

E quelle cuciture esterne tra suola e tomaia…affascinanti, ma… mi ricordavano le Espadrillas…

Per non parlare poi di quel colore celeste Crocks…

“non è un buon inizio”….

 

Ma dietro/dentro questo aspetto un po rude e spartano c’è un grande concentrato di tecnologia.

Tomaia

A cominciare proprio dalla tomaia, fatta in tessuto Dyneema, con struttura a calzino dotata di imbottiture al contrafforte tallonare, col sistema BoaFit che coinvolge le fasce di tessuto a costituire elemento strutturale.

Intersuola

E molto interessante tutta la struttura suola/intersuola! con uno stacco da terra di 28mm al tallone ed un differenziale tacco punta di 5mm

L’intersuola consiste in uno strato di 5mm di Eva incollata alla suola, sulla quale è posta una inter-suoletta rimovibile fatta in Pebax sulla cui superfici inferiore è innestata una piastra in Carbitex, anche questa rimovibile, con conseguente differenza di prestazione.

Suola

La suola Michelin, dotata di tasselli profondi 6 mm, avvolge il tutto con i suoi bordi laterali che si alzano a fare da “culla” alla struttura stratificata interna.

I tasselli possono essere tagliati secondo specifici pattern studiati per migliorare la performance su certi tipi di terreno. E può essere persino forata per migliorare la capacità di drenaggio.

La Speedland SL PDX è così una scarpa che può essere personalizzata per dare il meglio secondo le specifiche esigenze del corridore e delle sue situazioni.

Insomma, una scarpa ingegnosa e fatta con materiali di alta qualità, cosa che giustifica il prezzo salato (intorno ai 375 dollari)

 

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