Esistono reali sostanze che enfatizzano questo fenomeno?

Analizzando il fenomeno della contrazione muscolare è sovente affrontare l’argomento in modo macroscopico, la tendenza è quella di valutare solo alcuni variabili sicuramente importanti, ma che non rendono giustizia a questo straordinario e complesso sistema evolutivo protrattosi attraverso milioni di anni.

Innanzitutto giova ricordare che il tessuto muscolare è composto per il 70% di acqua e, circa 22% di proteine.

Quest’ultima percentuale una buona parte è fornita ma ingenti quantità di filamenti di una sottile proteina chiamata actina e di una più spessa chiamata miosina.

La presenza poi di due elettroliti calcio e magnesio e di due altre proteine, troponina e tropomiosina attivano i due filamenti proteici che si contraggono e si distendono muovendosi con grande forza e rapidità.

Il carburante della contrazione muscolare è un sorprendente composto chimico chiamato “ATP “ adenosina  trifosfato.

Pochi attimi prima della contrazione, questa sostanza tramite processi chimici più complessi, subisce variazioni liberando uno dei tre fosfati dal sistema trifosfato, producendo ADP adenosin difosfato, producendo energia nei muscoli.

Guardando ora il sistema “contrazione” da un punto di vista microscopico l’actina si lega alla miosina in presenza dell’elettrolita calcio, l’energia che viene rilasciata dalla ripartizione dell’ATP, viene utilizzata per accelerare i filamenti dell’actina lungo quelli della miosina.

Si forma un collegamento chiamato in gergo (ponte)  che si crea tra actina e miosina, a questo punto entra in gioco l’energia sprigionata dalla decomposizione dell’ATP, che genera un accorciamento di questo ponte, actomiosina originando la contrazione e la distensione muscolare.

Alcune aree importanti del sistema muscolare  denominate unità contrattili sono “stipate” all’interno del muscolo esse sono definite sarcomeri.

Un filamento composto da tanti sarcomeri prende il nome di miofibrilla e molteplici miofibrille costituiscono una fibra muscolare.

Esistono poi,fibre così definite “bianche” e fibre rosse.

Le fibre bianche hanno caratteristiche di contrarsi rapidamente, da qua il nome di fibre a rapida contrazione, mentre le rosse si contraggono lentamente, definite a lenta contrazione.

Quest’ultime responsabili della postura e nelle attività di resistenza.

Le fibre rosse appaiono di colorazione tendente al rosso a causa della presenza ingente quantità di mioglobina ,sostanza essenziale perché è in grado di trattenere l’ossigeno analogamente dell’emoglobina nel sangue.

Alcune sostanze che si trovano negli alimenti e altresì alcuni integratori ,possono realmente enfatizzare il fenomeno della contrazione muscolare,agendo sul ponte actomiosina.

Ottimi candidati sono creatina monoidrato; elettroliti in genere es:(potassio magnesio) e alcune vitamine che agiscono sul sistema protezione muscolare: vitamina A; vitamina C; vitamina D; vitamina E; vitamina B; vitamina PP e acido folico .

Gli omega 3 invece ,come già accennato in altri articoli agiscono come protettori: antinfiammatorie; neuroprotettive preziose in molte patologie neurodegenerative; ipolipidemizzanti; metaboliche; citoprotettive.

La somministrazione di questi integratori e vitamine è in funzione delle diverse attività sportive che vengono  fatta e dall’intensità.

Lo sportivo valuterà adeguatamente il supporto alimentare e d’integrazione più appropriato.

Foto in evidenza di Dino Bonelli