La Saucony Peregrine 12, pur rimanendo invariata la struttura portante dell’intersuola, che rimane la stessa del modello precedente, sian nel materiale che nelle geometrie, subisce delle modifiche molto importanti alla tomaia che ne cambiano completamente il profilo, facendola diventare un vero purosangue da sentieri.

Ho sempre amato la Peregrine, fin dalla sua prima versione.
La Peregrine fu la prima scarpa minimalista da trail running. Alla quale segui la più estrema Kinvara Trail… Era l’era del natural running…

Negli anni si è trasformata, pur mantenendo certe caratteristiche strutturali originali, fino a diventare, nelle ultime versioni, una scarpa da trail polivalente molto adatta soprattutto a chi vuole cominciare a fare i primi passi nel mondo del trail running: comoda, protettiva, con grande capacità di grip e controllo in ogni situazione.

Soprattutto, capace di dare molta percezione del contatto a terra, cosa che ispira fiducia a chi per la prima volta affronta i sentieri, che può capire su dove mettere i piedi

E’ sempre stata una delle mie scarpa preferite, insieme alla La Sportiva Helios, che le preferivo in estate, avendo una tomaia più “scarna”, leggera ed ariosa. Ma solo d’estate, perchè in inverno il grip della Peregrine era molto più affidabile. Specie con la 11.

Ma con la nuova tomaia più traspirante, la Peregrine 12, molto alleggerita, è diventata la mia unica scelta per ogni situazione.

Caratteristiche:

Peso 275
Differenziale 4mm (26,5mm al tallone)
Intersuola Gomma Eva PWRRUN
Suola Saucony PWRTRAC
Tomaia in unico strato con linguetta integrata, coppetta del contrafforte tallonare flessibile, soletta in gomma E-TPU PWRRUN+ di 7mm

Tomaia

La Saucony Peregrine 12 è stata sottoposta ad un completo rifacimento della tomaia, sempre basata sul concetto Formit, ma con modifiche che anno permesso di guadagnare ben 30 gr di leggerezza.

La tomaia è fatta con un tessuto più leggero, con la linguetta sempre integrata a semi calzino, molto sottile, a tal punto da dubitarne sull’efficacia protettiva… ed invece, ad allacciatura ben stretta, non si percepisce alcun fastidio sul collo del piede

Il contrafforte tallonare è stato ridimensionato, adesso è più snello, con una conchiglia più piccola e sempre molto flessibile.

La Peregrine 12 veste sul piede in maniera leggera ed ariosa, ma ben capace di contenere e stabilizzare il piede, che non soffre in nessun caso di spostamenti laterali nei movimenti più complicati.

Di notevole importanza a tal fine è anche stata la modifica della soletta – o meglio, delle solette interne.

Nella precedente versione, il sistema Formfit era composto da una soletta rimovibile ben sagomata, ed una sotto soletta fissa di 3mm in gomma PWRRUN +.

Il PWRUN+ è una gomma che riesce a dissipare i picchi di pressione del contatto a terra e fornire così un maggior comfort e sollievo per il piede.

Nella Peregrine 12 non ci sono più queste solette sovrapposte, ma un unica innovativa soletta sagomata in PWRUN+, spessa ben 7mm!

Questa soletta migliora notevolmente la seduta del piede e la stabilità della calzata. Essendo la soletta conformata e a completo contatto col piede, riesce a dissipare i picchi di pressione in maniera ancor più efficiente che nella precedente versione, lungo tutta la superfcie del piede. Un notevole miglioramento che permette veramente di aumentare il comfort del piede, diminuendo lo stress.

La Saucony Peregrine 12 così rinnovata veste in maniera salda e precisa, a livello di Scott Supertrac RC o La Sportiva Kaptiva, scarpe con le quali questa versione va a confrontarsi anche in termini di prestazione.

Grazie a queste modifiche la Peregrine 12 rappresenta una delle scarpe più efficaci nel contenere il piede, e di questo ne beneficia anche il passo, specialmente il discesa, dove adesso, ancor più di prima, questa scarpa permette di osare in sicurezza.

Intersuola

L’intersuola delle Saucony Peregrine 12 è fatta col materiale PWRUN, lo stesso utilizzato in diversi modelli Saucony stradali.

E’ una gomma elastica, che riesce ad essere ben flessibile senza essere instabile.
Questo le permette di seguire al meglio i movimenti del piede negli appoggi, di flettere e copiare al meglio il fondo, trasmettendo così una profonda sensazione di contatto col terreno.

E questo nonostante la presenza di una piastra anti intrusione! Una piastra riprogettata, molto più flessibile rispetto alla precedente versione.

E’ una scarpa mediamente ammortizzante, come appunto può essere una Saucony Ride. Non trasmette senso di morbidezza spugnosa al momento del contatto a terra, ma è morbida nell’assecondare il movimento del piede.

Comportamento

Ci si sente subito a proprio agio calzando la Saucony Peregrine 12. Si sente che è molto più leggera ed ariosa rispetto alla Peregrine 11. Sembra più di quei 30 gr di differenza che c’è! La Peregrine 12 fa sembrare la Peregrine 11 uno scarpa da trekking…

Da fermi si ha la sensazione di stare a contatto col suolo, e di stare indossando una drop zero.

Ci si sente ben fasciati nella zona mediale, anche senza andare a stringere tanto i lacci. Anche facendolo, non si percepisce fastidio sul collo del piede a causa della pressione dei lacci, nonostante la linguetta non sia imbottita! Probabilmente la cosa è dovuta alla vicinanza dei passa lacci che non devono così tirare troppo sui lati del collo per comprimere la tomaia sul piede.

Iniziando a correre, si sente che la scarpa è morbida sotto il piede. Non ammortizzante, perché l’intersuola non è né tanto spessa, né tanto larga – anzi abbastanza snella sotto al tallone – né tanto morbida. La gomma assorbe il colpo dell’atterraggio, ma senza offrire quelle sensazioni di morbidezza che offrono tante scarpe da trail running, le più diffuse, progettate per lunghe distanze.

La Peregrine 12 è una scarpa performante, ma la sensazione che offre durante la corsa è comunque piacevole, soprattutto perché l’intersuola flette bene durante la distensione del passo e al momento della spinta non si sente affondare il piede nella scarpa, ma si ha una bella risposta elastica che fa sentire di avere un passo efficiente.

Soprattutto in salita.

Soprattutto in discesa, sia quando si va in maniera attenta in cerca del posto giusto dove appoggiare, sia quando si va attaccando il percorso. Si sa sempre dove mettere il piede.

La calzata qui fa tanto: nonostante il contrafforte tallonare non sia dei più imbottiti, è comunque ben fasciante e la sua struttura riesce sempre a contenere il piede, non si soffre mai di slittamenti della scarpa.

Tomaia fasciante e intersuola flessibile riescono a far lavorare la scarpa insieme al piede, ed insieme alla mente.

Da questo punto di vista la Peregrine 12 diventa una di quelle poche scarpe che quando corri ti fa sentire il cosiddetto “flow” della corsa in natura, come la La Sportiva Helios (ma questa solo sui fondi asciutti) e la Altra Superior (solo se risuolata vibram, però…) : scarpa “minimaliste”, che ti riconnettono con la corsa, con il sentiero.

Solo che la Peregrine 12 ci riesce anche in inverno, anche sui fondi bagnati, dove sia le proprietà della gomma della suola, sia la proprietà dell’intersuola di copiare il fondo che permette sempre di avere molta superficie di contatto al suolo, rendono questa scarpa molto efficace anche sui terreni scivolosi.

E senza essere poi tanto minimalista: la Saucony Peregrine 12 è dotata di piastra anti roccia e di una soletta interna in materiale che non solo assorbe ma dissipa la pressione subita, proteggendo bene il piede, anche se l’intersuola non è tanto spessa.

E proprio questa soletta è quella che riesce a rendere la scarpa piacevole, morbida sotto il piede.

Se da un lato si ha la sensazione di una scarpa leggera – più di quel che è alla bilancia! – e che offre tanto senso di contatto a terra, dall’altro si ha a disposizione una scarpa che comunque riesce a proteggere bene il piede, a mantenere uno stato di comfort anche su lunghe distanze, a dispetto di quanto si potrebbe pensare, essendo una scarpa così morbida e scorrevole.

Suola

La suola della Saucony Peregrine 12 è sempre in materiale PWRTrac, con tasselli aggressivi ma ridimensionati.

Sono più piccoli, e anche questo dettaglio permette maggior flessibilità all’intersuola.

Forse è proprio questa piccola modifica a rendere la scarpa ancora più performante nel carattere.

Performance garantita su ogni tipo di fondo, in ogni situazione.

E’ una scarpa estremamente affidabile, sia per la sua capacità di far percepire – ma non soffrire – il profilo del fondo, adattandosi alle sue caratteristiche. Sia per la sua capacità di grip: la gomma PWRTrack è la stessa usata sulle MadRiver, scarpa da Swimrun: serve altro?

Conclusioni

La Saucony Peregrine 12, alleggerita di ben 30gr (anche se sembrano di più!!!), con una calzata ancora più precisa e una tomaia più ariosa, è comunque molto piacevole da sentire sul piede, anche se forse un po meno confortevole rispetto alla precedente versione vista la mancanza delle generose imbottiture che la facevano pesare un bel po di più.

Forse per questo, ed anche per la nuova tassellatura che la rende più morbida, che la Saucony Peregrine 12 sembra essere una scarpa adatta più alle brevi e medie distanze, che non anche lunghe, come la precedente versione.

E’ una scarpa adatta a esprimere doti di performance sui percorsi più tecnici come sul percorso di una gara campestre, in ogni condizione meteo, ponendosi al piano di scarpe tipo La Sportiva Kaptiva o Scott Kinabalu RC.

Ma è anche ottima per chi vuole procedere a passo veloce in Nordik Walking, proprio per il suo non essere spugnosa e molto diretta.
Una scarpa per principianti ma anche per performanti.