La nostra disciplina è molto affascinante, attrae proprio per la sua componente di rischio, quel fascino che ti fa star bene, quella sensazione che ti pervade sul fatto di essere riuscito a superare una prova importante. Ma quanto siamo disposti a rischiare ?

Domenica scorsa durante una competizione di Trail Running, un giovane trail runner è precipitato da un dirupo, negli ultimi km di gara, almeno dalle notizie reperite nel web.

Da quello che sono riuscito a capire, leggendo gli articoli delle testate locali, sembrerebbe che si siano accorti della sua assenza molte ore dopo la chiusura della gara. Come sia possibile che sia andata veramente così? Stento a crederci!

Molti organizzatori sottovalutano le responsabilità nell’organizzare una manifestazione di questo tipo. Come accade in altre situazioni, non si percepisce il rischio di mandare su sentiero persone che si fidano ciecamente degli organizzatori stessi, ma vale anche per chi si iscrive a queste gare.

Non posso pensare che dopo vent’anni di manifestazioni di questo tipo in Italia, si debbano leggere ancora queste notizie; non posso credere che non si riesca ad individuare un organismo che possa “certificare” la sicurezza e la preparazione esperienziale dei singoli atleti. E’ pur vero che chi partecipa a questi eventi deve assumersi una parte di responsabilità individuale, ma dove non arriva l’atleta dovrebbe arrivarci l’organizzatore, o gli enti di promozione sportiva o la federazione, dovrebbero verificarne il potenziale rischio per i concorrenti!

A mio avviso urge una regolamentazione per tutti i livelli aprendo un tavolo di confronto fra tutti gli organi coinvolti, comprese le pubbliche Amministrazioni locali. Lo so, già abbiamo una burocrazia soffocante, ma reputo che nuove regole possano invece soppiantare quelle esistenti e potenzialmente alleggerire e facilitarne l’applicazione.

I fattori di valutazione dovrebbero essere i seguenti per ottenere il “via libero” allo sviluppo dell’evento:

  • La verifica dell’intero percorso gara, con un calcolo il più preciso possibile del chilometraggio, del dislivello e delle difficoltà tecniche, che dovrebbe essere autorizzato dagli enti preposti e comunicato in maniera chiara
  • La predisposizione delle postazioni lungo il tracciato gara, compreso i ristori e punti di controllo, creando una rete  a maglie strette per il soccorso tutto lungo il percorso gara e non solo, anche nelle zone limitrofe al tracciato
  • La comunicazione fra tutti gli addetti preposti al soccorso e la direzione gara ed ai medici in caso di necessità, attraverso una copertura radio testata in precedenza, oltre alla verifica della copertura della rete cellulare della zona, quest’ultimo elemento importante da comunicare ai partecipanti.
  • Una comunicazione chiara e precisa agli atleti da parte degli organizzatori degli eventuali rischi, sempre aggiornata non solo per il tracciato ma anche per la situazione meteorologica.
  • La tracciatura in real time attraverso strumenti GPS consegnati a tutti i partecipanti per una geolocalizzazione precisa in caso di necessità.
  • Valutazione e predisposizione di messa in sicurezza dei punti di difficoltà tecnica importante, con presidio effettuato da figure professionali come il Soccorso Alpino ed altri
  • Un tracciato alternativo in caso di condizioni meteo proibitive, oppure l’annullamento della stessa competizione.
  • La verifica della presenza di tutti i partecipanti alla partenza e nei punti strategici lungo il tracciato gara ed all’arrivo. Se per esempio un atleta che transita al punto “A” per primo ed al punto “B” matura un ritardo che possa pensare ad un ritiro o altra problematica, il campo di ricerca si ridurrebbe di molto come ovviamente le tempistiche.
  • Un organizzazione che sia in grado di gestire eventuali situazioni di pericolo per tutti predisponendo punti di raccolta per una veloce evacuazione dal tracciato gara.
  • Una assicurazione obbligatoria personale a tutti i partecipanti ed organizzatori, sia per le tutele legali che quelle risarcitorie, oltre a quella associata al tesseramento

La lista potrebbe essere anche più lunga, ma lo scopo di questo mio articolo è quello di sensibilizzare tutti gli attori coinvolti nelle organizzazioni e partecipanti, a non sottovalutare nessun aspetto riguardante la sicurezza, solo allora si potrà parlare di allenamento e performance. Non può esistere un’organizzazione che possa mettere a repentaglio l’incolumità degli atleti, avendo la presunzione di essere esenti da tragedie di questo tipo!

Una parentesi importante vorrei dedicarla alle assicurazioni “sportive” personali che ogni singolo soggetto può stipulare autonomamente, alcune prevedono anche la copertura dei costi in caso di intervento dell’elicottero. Ce ne sono diverse, con costi variabili e contenuti, dedicheremo un articolo sul tema nel  Blog. A tal proposito ricordiamoci che quando ci si trova in gara,  in allenamento, il buon senso deve essere anche priorità dell’ atleta che deve sempre ricordarsi che in caso di infortunio, ci sono altri individui che verranno esposti magari ad un pericolo proprio in funzione delle operazioni di “salvataggio”.

Una consapevolezza a tutto tondo, è ovvio che non si possono azzerare i rischi ma ridurli ad eventi fortuiti senza la criminalizzazione di nessuno, per far sì che questa specialità dell’atletica leggera possa essere svolta in sicurezza!

Buon Trail a Tutti