Dal jogging al trail running: la corsa come miglioramento di se stessi

Correre fa bene.

Potrà sembrare una asserzione banale, soprattutto su queste pagine ma in realtà così banale non è.
In un contesto europeo dove, secondo la fondazione openpolis, nel 2016 oltre il 20% dei maggiorenni era obeso, più del doppio rispetto al 9% del 1975, e in cui sempre più persone per mancanza di motivazione e di tempo disattendono in continuazione l’indicazione dell’OMS di fare almeno 150 minuti la settimana di attività fisica aerobica la settimana la corsa può essere un ingrediente importante per la tutela della salute di milioni di persone in tutto il mondo.

Perché proprio la corsa?

In primis perché la corsa è uno sport veramente alla portata di tutti. Passando dal jogging leggero fino ad arrivare alle sfide estreme come quelle dell’extra trail o delle super maratone ognuno può trovare la dimensione podistica che più si addice alla propria condizione fisica e alle proprie preferenze.
Non solo a livello fisico ma anche a livello mentale tra le varie abilità che un buon corridore è chiamato ad affinare c’è la capacità di concentrarsi per migliorare la propria performance a seconda del contesto in cui si trova.

La corsa è infatti anche e soprattutto una questione di percezione di sé e dell’ambiente circostante, percezione che va coltivata e allenata al meglio con la consapevolezza che un percorso cittadino ha bisogno di attenzioni diverse rispetto a una pista d’atletica passando ovviamente per i percorsi extraurbani e spesso anche dissestati propri del trail running.
La questione mentale è uno di quei fattori che soltanto uno che pratica il podismo è in grado di comprendere fino in fondo. Al netto di alcune discipline particolari come la staffetta in cui si fa un lavoro di squadra quasi tutte le corse sono una sfida, prima che con gli altri, soprattutto verso se stessi e i propri limiti.

Certo, chi lo fa a livello agonistico avrà davanti a sé il record o il risultato di qualche altro professionista, ma per chi lo fa a livello amatoriale il primo record da battere è sempre quello personale, tempo impiegato o distanza percorsa che siano, per dimostrare di potere fare sempre meglio, giorno dopo giorno.
In ultimo, ma non per importanza, sempre per ricordare come sia alla portata di tutti la corsa è anche l’esiguo equipaggiamento che necessità per essere praticata. Certo, la scelta delle scarpe è importante, ma lo strumento focale è una cosa di cui nessuno di noi può fare a meno o a cui può rinunciare nella vita di tutti i giorni: i propri piedi.

Corsa per ricollegarsi alla propria essenza

Dal jogging al trail running: la corsa come miglioramento di se stessi

Oltre alle questioni materiali e mentali la corsa è bellissima perché ci ricollega in pieno con la nostra natura più intima e ancestrale. Partiamo dall’ovvietà che l’attività muscolare umana è stata per migliaia e migliaia di anni l’unico strumento a disposizione dell’umanità per convertire energia in lavoro.
La corsa in particolare era utilizzata dai primi uomini come un formidabile strumento di caccia.
Dennis Bramble e Daniel Liberman nel loro celebre studio intitolato “Born to run: endurance running and the evolution of homo” arrivano alla conclusione che l’uomo si è proprio evoluto in funzione di valorizzare le sue capacità nella corsa.

La grande quantità di ghiandole sudoripare in modo da migliorare la propria termoregolazione, la perdita del pelo e lo sviluppo in grande quantità di fibre muscolari rosse ha permesso ai nostri antenati di sviluppare una fisicità che gli permettesse di correre anche parecchie ore dietro a una preda portandola allo sfiancamento.
Possiamo dire non solo di essere nati per correre ma anche di essere stati proprio costruiti dall’evoluzione e dal tempo per praticare questa disciplina.

Quando ci mettiamo le nostre scarpe da ginnastica e andiamo a fare la nostra corsetta in città reiteriamo azioni che sono scritte nella storia della nostra specie, in una continuità con le nostre origini che rende ancora più affascinante l’atto della corsa: qualcosa di naturale, quasi banale, ma proprio per questo bellissimo.