La Saucony Ride 15 segna un punto di svolta nella collezione Saucony andando ad anticipare una caratteristica che contraddistinguerà un po tutti i modelli del marchio americano di prossima uscita: più gomma e minor peso.

Con 3 mm di spessore in più nell’intersuola, la Saucony Ride 15 dimagrisce di quasi una trentina di grammi offrendo maggior protezione e comodità rispetto al modello precedente e persino rispetto a scarpe considerate di categoria A3!

Caratteristiche Ride 15

Differenziale 8mm (35mm al tallone / 27mm all’avampiede)
Peso: 250gr / 220gr versione donna
Intersuola: Gomma PWRRUN , mescola di EVA
Tomaia: Design Formit con soletta rimovibile spessa 7 mm in gomma PWRRUN+

Caratteristiche Guide 15:

Stesse della Ride 15 ma
Peso: 271gr / 235gr versione donna
Intersuola: sistema anti pronazione dinamometrico Hollow Tech

SAUCONY RIDE 15

Tomaia

La tomaia della Saucony Ride 15 è fatta con un tessuto a doppio strato di cui quello inferiore costituisce il semi calzino che integra la linguetta para lacci.

E’ un tessuto morbido che, nonostante i due strati, riesce ad essere ben traspirante ed arioso, ventilando bene il piede, che non si surriscalda nemmeno nel periodo estivo con alte temperature.

E’ un tessuto che permette di portarla anche senza calzini senza incorrere in pericoli di abrasioni

Il contrafforte tallonare è strutturato da una conchiglietta flessibile di cui il piede non percepisce la presenza, ben imbottita la parte interna, senza esagerazione, e rivestita con un tessuto piacevole al tatto sulla pelle nuda

Il sistema di allacciatura è tradizionale, con lacci piatti leggermente elastici, con delle stringhe laterali che strutturano la tomaia e rinforzano la capacità di fasciatura della scarpa.

All’inizio, questa soluzione delle stringhe mi sembrava così “primitiva”, molto retrò, su un modello così all’avanguardia, anche nello stile.

Nei fatti riesce veramente ad essere efficace, con la tomaia che veste il piede saldamente.

Cosa a cui contribuisce anche la nuova forma dell’intersuola coi bordi rialzati, ed una innovativa soletta interna.

La soletta interna rimovibile è una vera novità nel settore, essendo fatta in materiale PWRRUN+, una mescola TPU, usata in altri modelli Saucony per l’intersuola

E’ spessa ben 7 mm e sostituisce le due solette – una fissa e una rimovibile – che erano presenti nella Ride 14 e tutt’ora in altri modelli della vecchia collezione Saucony.

Come già detto per la Saucony Peregrine 12, che adotta la stessa soluzione, questa soletta migliora notevolmente la seduta del piede e la stabilità della calzata.
Essendo la soletta conformata e a completo contatto con la pianta del piede, riesce a dissipare i picchi di pressione in maniera ancor più efficiente che nella precedente versione, lungo tutta la superficie di contatto.

Intersuola

La nuova mescola PWRRUN adottata nella Saucony Ride 15 è più morbida e reattiva rispetto a quella utilizzata nella Ride 14 e negli altri modelli della passata collezione. Ma resta sempre una gomma solida, e priva di caratteristiche di rebound che vanno di moda adesso.

L’intersuola, oltre ad essere aumentata di spessore, ha anche dei bordi che salgono ai lati a creare un perimetro contenitivo per il piede.

Molto diversa la superficie inferiore, dove la nuove scalanature – specie all’avampiede – sono disposte sulla linea longitudinale che non su in maniera trasversale, e sono anche più profonde.

La zona anteriore è meno flessibile rispetto a quella della Ride 14,cosa che ne modifica anche il comportamento, come vedremo.

La zona posteriore presenta una “coda” molto smussata che favorisce la prima fase d’impatto a terra, e una zona molto cava che permette una maggior ammortizzazione della caduta.

Questo “solco” poi procede per tutta la lunghezza della scapa, nella parte esterna, ed è studiato per favorire l’espressione dell’elica podalica del piede.

Suola

La suola della Saucony Ride 15 è molto differente rispetto a quella della Ride 15, con i cuscinetti di gomma che hanno una minor area totale di copertura, essendo disposti solo nei punti di maggior contatto a terra.

Da notare che i cuscinetti nella parte posteriore interna e mediale sono quasi a filo della gomma dell’intersuola, mentre nella parte esterna e in punta, dove maggiore è il carico di lavoro svolto, sono più prominenti.

Comportamento

Calzare la Saucony Ride 15 è molto facile, compatta sull’avampiede ma senza costrizioni e pressioni sulle dita.

Il tessuto è molto malleabile e ben traforato, si sente proprio l’aria entrare, specialmente quando si è corso e ci si ferma, se tira vento, ci si sente rinfrescati

E’ un tessuto che permette di calzare la Saucony Ride 15 anche senza calzini, in maniera piacevole.

Ed è molto traspirante.

Dopo un’oretta di corsa pomeridiana con 35°C, la scarpa non ne è uscita bagnata.

Forse è proprio per il gran calore che l’ha asciugata subito?

L’ho quindi provata un’oretta alle 5 del mattino, con temperatura fresca, circa 19°C, ed il risultato è stato lo stesso: la scarpa non si è inzuppata di sudore.

Un notevole miglioramento rispetto a quanto avveniva con le Saucony Ride 14.

Il sistema di allacciatura funziona bene, e non si sente sul piede la presenza delle stringhe laterali, che passano dall’esterno all’interno della tomaia.

Mi aspettavo di trovare qualche segno di compressione sulla pelle, a fine uscita, un paio di “strisciate” verticali ai lati del piede… ma così non è stato.

Ottima la protezione delle linguetta para lacci.

Bene il contrafforte tallonare, anche se all’inizio si può sentire un po’ di pressione laterale sul tendine, con la curva stretta della conchiglia che chiude sul piede che deve un po’ farsi posto nell’imbottitura, fargli prendere forma con l’uso.

Ciò che mi ha colpito di più nella Saucony Ride 15 è stata la stabilità generale della calzata, che grazie al perimetro rialzato dell’intersuola accudisce molto bene il piede, ne stabilizza la seduta: ci ho fatto anche un percorso trail, e devo dire che la scarpa restava ben ancorata al piede anche nelle discese più tecniche, nonostante il tessuto morbido della tomaia così poco strutturata possa sembrare non adatto ad un uso off-road.

Interessante anche il comportamento della scarpa durante la corsa, molto differente da altre scarpe della categoria che puntano molto sulla capacità “rimbalzante” delle loro gomme.

Premetto che in questo periodo io ho avuto una ricaduta di un problema al ginocchio, che mi ha tenuto fermo e in cura.

Quando ho ripreso a correre, a piccole dosi, anche solo 1km ad uscita, ho sofferto molto di instabilità del ginocchio, con tutte le scarpe che ho provato.

Eccetto con questa Ride 15.

Inspiegabilmente, all’inizio.

Perché la Ride, come altre daily trainer della categoria, col loro drop alto, non sono proprio le scarpe con cui preferisco correre.

Io amo correre con scarpe tipo Saucony Kinvara o Topo ST (scarpe con drop di 4mm o Zero)

La Saucony Ride ha 8mm di differenziale. E tanta tanta gomma, e non è per niente una scarpa flessibile e “naturale” come le Kinvara o le Topo ST…

Però questa Saucony Ride 15, ancor più della 14, grazie alla lunga e profonda scalanatura sul lato esterno della tomaia, riesce a far compiere il corretto giro – RIDE – dell’elica podalica durante il passo, favorendo così il mio passo molto supino.

Permettendomi così di non caricare peso e sforzo della corsa sulla parte interna del ginocchio, dove soffro.

3 mm di gomma in più e una differente scalanatura della parte inferiore dell’intersuola, l’hanno resa meno flessibile, nella zona anteriore.

Questa minor flessibilità è però compensata dalla miglior dinamica di rullata che la Ride 15 riesce ad offrire durante il passo, rispetto alla Ride 14.

Anche se la Saucony Ride 15 non è dotata della efficiente tecnologia SpeedRoll della Sacuony Endorphin Shift, riesce comunque ad avere un comportamento molto simile, con un tocco di morbidezza in più al momento del primo contatto a terra, ottima stabilità mediale, e stessa facilità di portare lo stacco, senza dover forzare con l’avampiede.

Minor sforzo nello stacco, grazie a questa curvatura e alla struttura resa più rigida dal maggior spessore.

Ma anche minor capacità di scattare da fermo, che la scarpa all’avampiede è meno flessibile e non segue al meglio quel tipo di movimento di spinta del piede.

Meno scatto, ma si ha una poi una miglior capacità di stare nel ritmo una volta raggiunto il passo.

Nel comportamento durante la corsa la Saucony Ride 15 mi ha ricordato molto la New Balance 1080 v10 – con la quale anni fa ho fatto una, se non la più bella uscita di corsa della mia vita – ma con una maggior capacità di accompagnare anche ritmi molto lenti.

La Saucony Ride 15 risulta una scarpa molto versatile: riesce ad accompagnare una corsa agile sui 4’/km, come anche una corsa faticosa – tipo la mia corsa di riabilitazione del periodo – a 6′- 6′:20″/km… Anche 7’…

Conclusioni

La Saucony Ride 15 è una scarpa leggera ma con elevate doti di dinamicità stabilità e comfort che riesce a soddisfare molteplici varianti della corsa, per molteplici tipi di corridore.

Una vera scarpa tuttofare, non a caso ne uscirà anche una versione da trail.

 

SAUCONY GUIDE 15

 

La Saucony Guide 15 è la versione della Ride 15 dotata di supporto antipronazione.

E proprio per supportare meglio chi soffre di iperpronazione, la Guide 15 presenta anche altre piccole ma incisive differenze alla tomaia e all’intersuola che supportano la funzione di supporto del nuovo sistema anti-pronazione Hollow Tech.

L’Hollow Tech è un sistema anti pronazione che non consiste nel tipico tassello in gomma di maggior densità nserito nella parte mediale interna dell’intersuola, ma è un telaietto plastico inserito nell’intersuola che fornisce un’azione di supporto di tipo dinamometrico.

Un azione di supporto, appunto, non solo una contrasto passivo.

Differenze tra Saucony Guide 5 e Ride 15

Le differenze tra le due scarpe non sono poche, sono più o meno appariscenti, ma molto consistenti.

Questo significa anche un leggero incremento di peso di una ventina di grammi, che tuttavia non si percepiscono in maniera negativa, anzi, contribuiscono a dare alla Guide 15 un carattere più performante.

Tomaia

Il tessuto di cui è costituita la tomaia della Saucony Guide 15 ha una magliatura più fitta, che la roende più resistente alla trazione.

La tomaia è così più strutturata per contenere la più marcata rotazione del piede durante il passo.

E se non bastasse è stato aggiunto un layer plastico di rinforzo sulla parte intorno all’alluce, che risulta così più contenitivo.


Più un layer di rinforzo sul collo del piede, nella parte interna, che fornisce maggior pressione delll’allacciatura.


Ed infine un altro layer di rinforzo sulla parte interna del contrafforte tallonare, che fornisce maggior stabilità, un contatto più tenace tra piede e scarpa.

Intersuola

L’intersuola della Saucony Guide 15 ha le stesse misura ed è fatta con lo stesso materiale PWRRUN utilizzato nella Ride 15, ma ha un bordo rialzato nella parte intorno all’alluce, che serve a stabilizzare ancor di più il piede.

Nella parte mediale interna è inserito il sistema Hollow Tech.


La pianta di appoggio presenta un solco longitudinale che ha una forma leggermente diversa, e non parte più dalla parte centrale, ma spostato più di lato.

 

Suola

La suola della Saucony Guide 15 è diversa da quella della Ride 15 perchè presenta una maggior copertura di gomma al tallone e nella zona mediale interna, in corrispondenza del sistema Hollow Tech.

Ed anche la zona anteriore ha dei cuscinetti maggiorati nella parte interna

Comportamento

Tutte queste modifiche incidono sul comportamento della Saucony Guide 15. Eccetto il peso: quei 20gr in più non si sentono proprio.

La calzata risulta molto più compatta sull’avampiede, più fasciante sull’alluce ed anche sul collo del piede. Una calzata che ti porta già da fermo ad avere un atteggiamento più sicuro ed un urgente bisogno di andare a correre. Voglia di divertirsi.

Durante il passo si percepisce proprio una maggior stabilità del piede all’interno della scarpa, ad iniziare dal tallone, fino all’alluce, lungo tutta la parte interna.

Si ha un primo contatto a terra meno morbido rispetto a quanto si prova con la Ride 15, e più stabile durante la distensione del piede, senza per questo sentire differenze nel modo in cui la scarpa “scivola” sul fondo.

Durante la corsa non si percepisce la presenza del sistema Hollow Tech sotto il piede, la sua funzione resta neutra e si attiva solo quando serve, come posso direttamente testimoniare, che non soffro di iperpronazione ma in questo periodo in cui soffro di problemi al ginocchio destro.

Non ho tanto percepito l’agire del sistema anti pronazione, quanto gli effetti sul mio ginocchio durante e dopo la corsa. Nei primi km, in cui mi stavo adattando alla scarpa, ho percepito la rotula oscillare, come a cercare di riposizionarsi in maniera corretta tra il femore e la tibia (ho i menischi rifiniti da anni..).

Dopo 3 km questa sensazione è sparita e mi sono sentito più sicuro nella corsa.

Una conseguenza importante di questo riallineamento è che non ho sofferto il solito sovraccarico al tendine tibiale come mi capitava con tutte le altre scarpe neutre che ho provato ultimamente, con minor incidenza quando usavo Saucony Shift e Saucony Ride 15.
Di solito sentivo tutto il tendine in tiro, questa volta solo i primi centimentri sotto il ginocchio erano un po più “caldi”.

E tutto questo mentre all’altra gamba, quella sana, non ho notato nessun effetto.

A parte questo, la scarpa ha lo stesso livello di ammortizzazione e dinamicità, ho corso agli stessi ritmi di velocità mantenendo i soliti ritmi cardiaci, consumando le stesse calorie.

Una scarpa che quindi mantiene inalterate le sue performance, e forse, almeno a sensazione, mi piace di più quando voglio accelerare, andare più veloce.

 

Conclusione

La Saucony Guide 15 è, come la Ride 15, una scarpa adatta a tutti i tipi di corsa e corridori, con il vantaggio di essere capace di supportare il piede nel caso si presenti un accentuazione della pronazione.

E, probabilmente, grazie ai tessuti e alla suola maggiorata, di resistere meglio all’usura