Mi piace aspettare i tempi giusti per elaborare qualcosa che possa essere sensato e non banale. Di solito nelle giornate del Circo del UTMB non esprimo mai pareri in merito; 1) perchè a questa manifestazione non ho mai partecipato, anche se ne conosco le dinamiche come se l’avessi fatta 2) moltissimi nell’immediato se non addirittura in diretta, producono materiale stampa enunciando chi ha vinto, i tempi la classifica le premiazioni, insomma di roba del genere ne esce parecchia, e quindi mi resta veramente difficile attirare la vostra attenzione, nel vano tentativo di darvi un nuovo spunto di lettura e di riflessione.

Tutto ciò è positivo, trasmettere a chi non conosce questo mondo la voglia di mettersi in gioco a prescindere dalla propria esperienza, di affrontare difficoltà importanti ma soprattutto sapersi raccontare e non annoiare, ma questa edizione a mio avviso ha qualcosa di particolare, e mi riferisco della distanza classica ed originaria dell’UTMB, cioè quella da 170 km con oltre 10.000 D+. A questo punto vorrei esprimere un parere assolutamente personale ma che possa far riflettere a chi avrà voglia di leggere queste poche righe nella speranza di far appassionare molte altre persone, che forse non si sarebbero interessate se non grazie all’organizzazione di questo mega evento.

Ho seguito la gara tramite la diretta sulla pagina Facebook , fin dai primi metri. Impressionante l’impatto visivo di tutti gli atleti presenti di quasi tutte le nazioni del mondo, un mare colorato, volti tesi a volte anche impauriti, nonostante l’esperienza acquisita, perchè l’iscrizione è riservata solo a chi ha accumulato punteggio ed un briciolo di fortuna nell’essere sorteggiato. Ma si sa, l’UTMB non è una gara trail come tutte le altre, lei è la Regina degli Ultra Trail, forse la prima in assoluto, e come in tutte le favole che si rispettino, tutte le Regine hanno bisogno del loro Re, e ieri è avvenuto proprio questo, cioè l’incoronazione del Re indiscusso del mondo del TrailRunning: Kilian Jornet Burgada !

“Beh che c’è di strano?”, chiederete voi: “non è la prima volta che vince, e non sarà nemmeno l’ultima, lui di gare ne ha vinte tante, lui è il nr.1 al mondo, lui è il “Re”. Vero, ma questa sua ennesima vittoria ha un sapore diverso, questa volta ha trasmesso qualcosa che assomiglia all’ascesa al Monte Olimpo del Trail!

Kilian come è noto è un ragazzo semplice ed umile, vive felicemente con la sua compagna Emelie Forsberg ed i suoi meravigliosi bambini, una vita normale se non fosse che la sua notorietà lo colloca all’apice di ciò che ognuno di noi possa sognare, cioè vincere l’UTMB per l’ennesima volta.

La conduzione gara è stata perfetta, ha duettato con Mathieu Blanchard per molti km , per poi tagliare il traguardo sotto le 20h. Certo molti potranno anche dire che tra una edizione e l’altra ci sono talmente tante le variabili meteorologiche che possano influenzare le performance, e resta difficile fare una valutazione oggettiva, sta di fatto che il muro delle 20h è stato infranto.

Ma c’è una cosa che mi ha colpito molto, cioè l’atteggiamento pacato e controllato all’arrivo, se fossi stato al suo posto mi sarei stracciato le vesti dalla gioia, avrei festeggiato per ore prima di crollare distrutto, invece Kilian ha dimostrato umiltà con un velo malinconia. Appena transitato sotto l’arco ha indossato la mascherina, un gesto che sul momento non avevo onestamente compreso, ma che successivamente è emerso; al tampone pre gara era risultato positivo asintomatico, che gli ha comunque permesso di  partecipare ugualmente con l’ok dei medici competenti.

La sua umiltà e la sua compostezza non ha colpito solo me, molti hanno ravvisato questo suo atteggiamento, questa sua caratteristica di celebrare le vittorie con gesti semplici, questo lo contraddistingue anche rispetto ai campioni di altre discipline sportive. Non si è allontanato dal parterre finché non è arrivato  Mathieu Blanchard  , lasciandosi andare entrambi in un lungo abbraccio!

Non mi dilungo nella analisi tecnica della sua performance, che lascio volentieri agli esperti del settore, ed anche per non annoiarvi ma soprattutto per non innescare inutili discussioni, quello che volevo farvi notare si racchiude in questo scatto, un gesto semplice ma che riassume anni di vittorie e di notorietà, ma che non hanno mai turbato il suo equilibrio di umiltà e  semplicità, non a caso è stato celebrato come il “RE” !

Un ultimo messaggio, voi che seguite i vostri idoli sportivi di altre specialità, soprattutto agli appassionati dell’atletica leggera, impariamo e trasmettiamo questo tipo di semplicità, perchè in questo momento storico le vittorie dovrebbero essere celebrate in questo modo!

Buon trail a tutti!