Reduci dalle emozioni dell’ultimo ultratrail più importante a livello internazionale, incominciamo a riflettere su alcuni aspetti a cui teniamo molto cioè; l’ecosostenibilità del trailrunning.

Questo argomento è sempre attuale e spesso discusso in molte occasioni, già dagli albori del trail in Italia si è sempre cercato di sensibilizzare l’atleta, gli organizzatori ed il pubblico su queste dinamiche. Vorrei insieme a voi riflettere ancora una volta sull’impatto ambientale  come l’UTMB o altre dello stesso livello.

Bene, incominciamo dai comportamenti di chi utilizza il contesto ambientale per allenarsi  o gareggiare e su alcuni aspetti che inconsapevolmente non badiamo perché sicuri di non arrecare alcun danno:

Gli atleti:

  • Quante volte abbiamo letto sui regolamenti, pena la squalifica, di non abbandonare alcun rifiuto lungo il tracciato gara? Purtroppo non sempre viene rispettato, un po’ per pigrizia un po’ per casualità è possibile trovare lungo il sentiero interessato alcuni oggetti a testimonianza del nostro passaggio. Nonostante la campagna di sensibilizzazione, soprattutto quando si tratta di eventi molto affollati, il  singolo comportamento fa la differenza. Il buonsenso e l’educazione dovrebbero suggerire che il gettare rifiuti fosse adottato da tutti, l’intero percorso diventerebbe una discarica a cielo aperto. Deve assolutamente passare il messaggio che i nostri rifiuti devono essere trasportati e smaltiti a valle anche se si dovessero incontrare dei contenitori. Questa buona abitudine non è difficile acquisirla, ma soprattutto è un bel gesto nel rispetto dell’ambiente.

Le aziende del settore

  • pochi si rendono conto o non hanno mai valutato, che il nostro equipaggiamento è un prodotto che potrebbe essere elemento inquinante. Le aziende del settore producono accessori di breve o lunga durata, che in qualche modo potrebbero essere causa di inquinamento. Facciamo qualche esempio: le calzature costituite prevalentemente di materiali plastici, hanno anch’esse un impatto più o meno importante sul sentiero, che sia una gara o un allenamento. L’usura delle suole, causata dallo sfregamento sulle varie tipologie di fondo, rilasciano micro plastiche che potenzialmente potrebbero finire nelle falde acquifere e successivamente in mare, senza contare il distacco di parte delle suole. Qualcuno di voi mi potrebbe prendere per matto, ma non è il singolo ad essere impattante ma il sempre più alto numero di partecipanti. Ad oggi non esistono indicazioni precise per lo smaltimento e vengono buttate nell’indifferenziata, tranne per alcuni rari casi di riciclo per altri scopi. Non ho notizie da parte dei più famosi brand di iniziative mirate al recupero ed al riciclo. Sarebbe un idea quella di avere uno sconto sul un nuovo acquisto se il cliente restituisse l’usato, una sorta di cauzione ambientale. Potrebbe valere anche per l’abbigliamento ed accessori come lampade frontali, bastoncini da trekking, zaini ect ect…
  • Ritornando all’abbandono degli involucri su sentiero, anche tutte le aziende produttrici di integratori se utilizzassero materiali biodegradabili l’abbandono casuale e non, impatterebbe in maniera minore, ovviamente deve rimanere ben chiaro il fatto di trasportare a valle i rifiuti.

Gli organizzatori:

di solito chi organizza una gara di trailrunning  è molto attento a queste dinamiche, in quanto molto sensibile rispetto al proprio territorio, generalmente adotta delle scelte atte alla salvaguardia come:

  • tracciatura del percorso: molti organizzatori si sono dati delle regole precise riguardanti la tracciatura, dove si utilizza un nastro da cantiere bianco e rosso in materiale plastico che indica il percorso da sviluppare, rimosso puntualmente a fine evento anche se bio-degradabile. Oltre a questo vengono utilizzate vernici bio o della cartellonistica, quest’ultima riutilizzabile per le edizioni successive.
  • ristori: sono parte integrante di ogni evento, che a prescindere della lunghezza ed al numero di partecipanti, si è sempre cercato di sensibilizzare all’utilizzo di accessori come eco-tazze o borracce personali, dando la possibilità agli organizzatori di non utilizzare bicchieri o altri contenitori. Ai ristori si dovrebbe arrivare preparati a ricaricare i propri contenitori, oltre che ad un risparmio in termini economici, si ridurrebbe di molto l’impatto ambientale. Differentemente in ultra trail di 100 km ed oltre, dove gli atleti vengono accolti nelle basi vita, vengono forniti pasti veloci, quindi non si possono utilizzare i propri accessori, sarà cura degli organizzatori impegnare piatti e posate compostabili e procedere ad una attenta differenziata.
  • Pasta-party o buffet: la stessa regola delle basi vita vale anche per il pasta party, momento di convivialità molto apprezzata da parte degli atleti. Come citato nel punto precedente, spesso vengono applicate regole di rispetto ambientale, con la differenziazione dei rifiuti.
  • Accompagnatori ed indotto: le gare di livello internazionale, producono un indotto molto importante. Convergono nella location dell’evento migliaia di persone a vario titolo; parenti degli atleti, giornalisti, fotografi, rappresentanti di brand, e potremmo anche considerare tutti i volontari e professionisti coinvolti nell’organizzazione preposti alla sicurezza ed assistenza, e col  la crescente celebrità di queste gare, anche un nutrito numero di spettatori. Questo aspetto che non valuterei come secondario, ma parte integrante, che produce in maniera indiretta rispetto alla pura organizzazione, un determinato impatto.
  • Trasporti: come logica conseguenza anche lo spostamento di questa importante massa di persone, prevedrà l’utilizzo di molti mezzi di trasporto. Forse starò estremizzando, ma non è di banale importanza se si vuole identificare il trail come disciplina ad impatto quasi zero, che nonostante la buona volontà da parte di tutti gli attori, lo “zero” non si potrà mai raggiungere.

ITRA:  (International Trail Running Association) ha creato un cartello che riassume alcune degli aspetti trattati in questo articolo, in maniera più sintetica e schematica. Come vi avevo accennato questo è un tema che sta molto a cuore di tutti gli enti ed atleti. vi lascio il link se volete dare un occhiata (link).

Spero di non avervi spaventato o annoiato con questa disanima e di non aver tralasciato qualche aspetto. Ovviamente chi vi scrive non è un esperto in dinamiche ambientali, sto tentando semplicemente di fare un umile punto della situazione. Mi farebbe piacere che qualcuno dei nostri lettori, magari chi opera in questo settore, possa fornirci spunti, dati e soluzioni utili alla causa. Certo, alcuni di voi mi potrebbero evidenziare che rispetto ad altre discipline sportive, il trail è forse quello con maggior sensibilità ambientale, che ovviamente certi comportamenti bisognerebbe applicarli quotidianamente, ma proprio per questo motivo che se la nostra passione per l’ambiente raggiungesse un buon livello, potrebbe diventare porta voce !

Buon trail a tutti!