Con la Saucony Triumph 20 prosegue il rinnovamento della collezione Running di Saucony all’insegna di maggior volumi di gomma / minor peso complessivo

In un segmento che vede le scarpe aumentare mm di gomma per essere più ammortizzanti, con conseguente aumento di peso, la Saucony Triumph 20 perde quasi una ventina di grammi, come è successo anche con la Saucony Ride 15 e Guide , rispetto alle precedenti versioni.

Maggior confort senza per questo diminuire la capacità dinamica. Che è migliorata, anche grazie ai grammi persi.

La cosa infatti che colpisce di più di questa Saucony Triumph 20 è proprio la sua capacità di accompagnare il passo facendo sembrare più leggera la corsa, anche a ritmi lenti. E rispondere in maniera pronta ed efficiente anche ad un passo più veloce o più muscolare.

Caratteristiche:

Peso: 274gr / 249gr
Drop: 10mm 37/27mm
Intersuola in mescola PWRRUN+ nuova formula
Tomaia: Formit con tessuto in mesh e soletta interna rimovibile in PWRRUN+ di 7mm

Tomaia

Indossando ad occhi bendati una Saucony Triumph 20 ad un piede, ed una Triumph 19 all’altro, è molto difficile, se non impossibile, distinguerle.

La calzata è la stessa.

Se vado a guardarle, la forma sembra proprio identica: il volume dell’avampiede; il taglio del collarino; dimensione e imbottiture del contrafforte tallonare, che ha una forma leggermente più chiusa. Anche la linguetta paralacci è identica per forma e imbottitura, ed è integrata alla tomaia con dei soffietti di mesh laterali.

Cambia il tessuto della tomaia, così come anche il rivestimento della linguetta para lacci. Un tessuto più piacevole al tatto e con una tramatura più ampia nella parte anteriore, che rende più ariosa la scarpa rispetto alla Triumph 19.

Cambia anche il sistema di allacciatura, adesso dotato di lacci piatti e di tiranti laterali – come nella Ride 15 – che aumentano la capacità della tomaia di contenere lateralmente il piede.

Fattore di contenimento al quale si aggiunge anche la struttura superiore dell’intersuola, con i bordi rialzati rispetto al piano di appoggio del piede, che creano una specie di culla che ne stabilizza la seduta.

Come per gli ultimi modelli Saucony, anche la soletta interna della Triumph 20 è in materiale PWRRRUN+, spessa ben 7mm, conformata al piede, che aumenta la capacità di dissipare i picchi di pressione, migliorando il comfort vissuto dal piede durante la corsa, diminuendo lo stress meccanico.

La Saucony Triumph 20 è una scarpa comoda da calzare, ed allo stesso tempo ben stabile, tenace nell’avvolgere il piede.

Intersuola

La Saucony Triumph 20 si presenta con un intersuola molto più imponente, da vera MAXXI, andando a piazzarsi nella categoria della HOKA BONDI 8 (39mm al tallone) e New Balance Fresh Foam X More v4 (37mm al tallone) e Mizuno Wave SKY 5 (37mm al tallone)

Ci sono diversi millimetri in più di gomma rispetto alla versione precedente, alcuni dei quali però non stanno sotto al piede, ma intorno, costituendo i bordi che si innalzano rispetto alla pianta di appoggio, a formare quella culla che costituisce parte del sistema Formfit che garantisce una calzata personalizzata e stabile.

Lo spessore di gomma PWRRUN+ sotto il piede è aumentato di ben 3mm all’avampiede, e 5mm al tallone. Aumentato quindi di 2mm il differenziale tacco-punta, che da 8mm sale a 10mm.
Erano anni che un modello Saucony non aveva questa misura!

L’intersuola della Saucony Triumph 20 ha una forma abbondante al tallone, con un sbalzo pronunciato, ma il rocker della pianta di appoggio sembra lo stesso. Anche all’avampiede, dove lunghezze e curvatura del rocker sembra identico a quello della precedente versione.

Sembra anche inalterata la superficie della pianta di appoggio.

Un cambiamento sostanziale dell’intersuola della Saucony Triumph 20 è costituito dalla nuova mescola PWRRUN+, che già al tatto sembra essere più morbida e reattiva di quella utilizzata nella Triumph 19. E’ un materiale molto flessibile, eppure la scarpa resta ben strutturata, durante il passo.

Queste caratteristiche dell’intersuola, insieme al fatto che la scarpa adesso pesa solo 275gr, promettono prestazioni interessanti durante la corsa, seppur questa sia una MAXXI

Suola

La suola della Saucony Triupmh 20 è molto differente rispetto al modello precedente: la superficie della pianta d’appoggio è pressoché identica, ma la suola adesso è più frammentata, copre una minor superficie, cosa che in teoria rende più flessibile la struttura, e più morbida la scarpa nel contatto a terra.

 

Comportamento

La fase di rodaggio

Vorrei iniziare da la prima cosa che mi ha sorpreso in questa scarpa, una cosa di cui difficilmente parlo: il tempo di rodaggio.

Ci sono state scarpe con cui, anche dopo diversi tentativi, non riesco a trovare il mio corretto passo di utilizzo. Mentre mi danno risultati eccellenti in tipi di allenamento specifici in cui non mi sarei aspettato di riuscire a performare a certi livelli.

Con le Saucony Triumph 20 questo tempo di rodaggio è stato molto veloce.

Certo, i primi metri sentivo le dita dei piedi scivolare verso il basso, e sentivo male ai talloni: non sono abituato ad una corsa rullata con differenziale 10mm.

Sentivo parecchio rimbalzo di ritorno al ginocchio, che è in convalescenza da un problema al menisco interno.

Ho quindi aumentato velocità, frequenza, lunghezza passo, poi ho rallentato a ritmo di cammino, mi sono fermato su una panchina, cercando di rilassarmi all’ombra di un albero mentre le gocce di sudore scivolavano dalla mia fronte fino a cadere sulle mie gambe, mentre le mosche mi ronzavano intorno… E che palle, andate vie moschi dimmmm…..!!!

Quindi ho ripreso a correre, e senza tanto sforzo ho visto che tenevo il ritmo di 5e20. E quando sono tornato a casa, mentre mi toglievo le scarpe, ho guardato il ginocchio e ho pensato “ma non ti faceva male correrci, all’inizio?”

Un uscita di 7 km mi è bastata per entrare in sintonia con una scarpa con cui non pensavo di riuscirci! E questo non per merito mio, che inizio ad avere una certa età e sono pure mezzo acciaccato… non può essere la mia capacità di adattamento, quanto la capacità della scarpa di adattarsi a diverse istanze.

L’ammortizzazione

L’ammortizzazione della Saucony Triumph 20 è molto elevata, più elevata rispetto alla versione precedente, e con un diverso approccio al terreno.

Grazie alla sua forma più “convergente” e alla pianta d’appoggio divisa in due da quel solco centrale, ha proprio un momento di appoggio al terreno molto molto più dolce e fluido.

Il contatto a terra è morbido e la compressione sotto al tallone restituisce un senso di confort senza essere spugnosa.

Confrontando il momento di appoggio del tallone tra la Triumph 20 e 2a Triumph 19, si sente quest’ultima “battere” sonoramente al terreno con quel settore di suola rigida che copra l’intersuola, mentre la Triumph 20 è silenziosa, e offre anche maggior fase di compressione. Da vera MAXXI

Il passo

Iniziando a correre, naturalmente a ritmo lento, molto lento, già si apprezza il modo in cui la scarpa atterra, in maniera… silenziosa.

La nuova conformazione della talloniera, con l’interuola divisa centralmente in due corpi separati, senza più quella placca di suola massiccia che batteva contro il fondo, la rende vellutata nel contatto a terra, morbida ma non cedevole.

Ed anche più fluida.

Non si fa in tempo a finire la fase di compressione che tutto il piede è steso a terra, ben poggiato, che la talloniera decomprime e l’energia di ritorno spinge il piede durante la rullata.

Questa cosa rende la corsa a ritmo lento piacevole, poco faticosa.

Così ho provato la Triumph 20 indossando anche uno zaino, per un peso totale di 85kg: la scarpa assorbe il colpo, ammortizza la caduta, ma non si “sgonfia”, e anzi tiene ben su il piede.

Con le Saucony Triumph 20 mi sono ritrovato a correre a buon ritmo con più facilità rispetto alla Triumph 19.

Poi, per iniziare a capire il comportamento dell’avampiede, ho spinto un po’… e mi sono ritrovato a correre il km sotto i 4’/km!!! dopo un km e mezzo sono morto…

Ho ripreso fiato e sono ripartito… e vai un altro km a 4e20! e poi il terzo – causa anche un po’ di traffico sul percorso – a 4e40.

Poi ho ripreso a correre con più tranquillità, e col sangue che ritornava ad ossigenare il cervello, ho potuto pensare…

Praticamente, aumentando velocità, l’avampiede fa da sponda alla risposta decompressiva del tallone, una sorta di effetto catapulta…

Conclusioni

Dopo aver provato la Saucony Triumph 20, accostandola alla Triumph 19, sembra di vedere due epoche tecnologiche differenti.

La Saucony Triumph 20 è migliore in tutto, comoda e ben avvolgente, confortevole durante il passo ed anche veloce.

Una scarpa che dalla categoria A3 passa alla categorie della MAXI e allo stesso tempo diventa leggera quasi come un intermedia (… e se limassero l’imbottitura abbondante della linguetta paralacci… )

E adatta a tutti i tipi di runner, specialmente i tallonatori, e quelli pesanti, per correre lentamente o velocemente su lunghe distanze,