La cosa impressionante di questo zaino Osprey Duro 15 è che quando l’ho caricato di tutto quanto e l’ho preso in mano per alzarlo dal tavolo e indossarlo, ho percepito tutto il suo peso.

Perchè l’Osprey Duro 15 A vuoto pesa 700gr. Tantino, per la categoria.

Poi mettici 4 softflask da 500ml, un base layer termico, un paio di pantaloni termici, un piumino, calze di ricambio, set first aid kid, giacca antipioggia, guanti, due headlamp, riserva energetica… (e c’è ancora spazio..)

Insomma,  tutto quanto e anche di più di quello previsto dal regolamento di una gara di trail enduracce, son quasi 4 kg…

Poi, quando l’ho indossato, ho passato diversi secondi nel regolare la tensione del cinturino, delle stringhe laterali e di quelle pettorali, ed una volta finito di concentrarmi su questa operazione mi son reso conto the tutto quel peso che avevo sentito in mano era sparito!

Mi sentivo ben fasciato a livello lombare, con lo schienale che – irrobustito da uno strato di gomma traforata – come un busto di sostegno teneva su tutto il peso… e pure me!

Persino il peso delle borracce e di tutto il carico anteriore non era più percepibile!

Durante la corsa lo zaino stava ben fermo, e gli spallacci stavano ben lontani dal toccare le mie clavicole: potevo infilare un dito tra lo spallaccio e le cavicole!

Mentre correvo ho pensato a quanto potenziale non è stato ancora realizzato partendo da questa struttura: qui ci verrebbe bene uno zaino dai 30-35 Litri per fastpacking…

Struttura

Lo zaino Osprey Duro 15 appartiene alla famiglia degli zaini da trail running di Osprey, e come il Duro 6 ha una struttura a gilet, qui implementata con la presenza di un cinturino a vita le cui tasche laterali sono ampie e fanno parte anche della sacca, non tasche come si vedono di solito sui cinturini degli zaini da trekking.

Queste tasche con zip, hanno un ampia apertura di accesso, ci si può persino mettere una bottiglietta d’acqua.

Sulla superficie esterna poi è stata anche aggiunto un taschino in tessuto mesh.

Questo cinturino  veste alto sul torso, con le tasche che avvolgono molto bene e formano una specie di cintura di sostegno.

Questo grazie anche alle stringhe che collegano la sacca agli spallacci: il loro attacco non è sullo schienale, ma all’interno delle tasche laterali, sulla sacca.

C’è poi un ulteriore stringa che parte dalla sacca, e si collega ad una delle due dello spallaccio, a fornire ulteriore trazione di rinforzo.

Tutti questi ancoraggi tirano il carico della sacca verso la schiena, con lo schienale imbottito che assorbe questa forza, e la “spalma”; e quindi non con lo schienale che va ad essere tirato contro il corpo dalle stringhe, con la sacca che sta appesa e deve essere compressa dalle classiche stringhe aggiuntive sulla sua superficie, qui appunto assenti!

In questa maniera si sente una presa solida e piacevole avvolgere la parte lateral-posteriore del torace.

E poi si sente la parete dello schienale dello zaino copiare la curvatura della schiena, e tenerla ben dritta. O raddrizzarla, se non lo era.

Spallacci

Gli spallacci dell’Osprey Duro 15 hanno una superficie ampia, si adagiano sul petto, e la loro posizione è regolabile tramite stringhe laterali e pettorali.

Quelle pettorali possono inoltre essere regolate in altezza lungo i bordi degli spallacci, con i cursori che si muovono lungo un binario.

Questa binario di plastica irrobustisce il bordo degli spallacci, evita che questi si deformino a seconda del libello di tiraggio delle stringhe, permettendo che vestano sempre con la stessa “pressione”, che viene distribuita meglio, al punto da non far percepire il carico esercitato da quanto viene messo nelle varie tasche.

Regolandoli bene, si può evitare persino che lo spallaccio vada a posarsi sulle clavicole, cosa che permette libera mobilità e minor affaticamento.

Credetemi, dopo 30 km a pieno carico, non soffrivo alcun indolenzimento alla muscolatura del deltoide e sui tessuti delle clavicole.

Sacca

La sacca dello zaino Osprey Duro 15 è fatta con un tessuto elastico, ed è suddivisa in 3 scompartimenti.

Quello che è a contatto con lo schienale, è pensato per ospitare la vescica idrica.

Poi c’è uno scompartimento mediano con accesso a zip perimetrale a 3/4.

Poi c’è un vano superiore con zip perimetrale, sul  cui “coperchio” c’è una tasca marsupio in tessuto elastico, dotata di stringa di compressione.

Quindi due vani ed una tasca – che definirei di servizio – ben capaci di contenere quanto richiesto in fatto di abbigliamento tecnico-termico per affrontare gare con alto grado di difficolta ambientale, con quanto previsto dai regolamenti.

Non solo, questo carico non solo è come se ne venisse annullato il peso dalla struttura dello zaino, ma è anche ben stabilizzato.

Veramente, durante la corsa non sentite di portare uno zaino, ma di essere portati!

 

Conclusione

Lo zaino idrico Osprey Duro 15 è fatto con materiali di qualità, rifinizioni precise, dettagli estremamente curati, spazi ben utilizzabili e funzionali, e con sistemi di regolazione che permettono un diverso tipo di ancoraggio dello zaino al corpo che gli permettono di essere un elementi quasi attivo dell’attività motoria