La Topo Athletic Specter si discosta molto dal resto della produzione Topo Athletic, come in passato aveva fatto la Zephyr, ed in qualche modo potremmo definirla un evoluzione di quell’esperimento.

La Zephyr era una scarpa con piastra in Pebax all’interno di una intersuola in Eva ad alta densità, con sopra uno strato di gomma Zip Foam.

La Specter invece non ha la piastra ma ha un inserto in gomma Pebax, la gomma delle Super-Scarpe tipo Nike Vaporfly, Saucony Endorphin, Reebok Floatride.

Possiamo dire quindi che la Topo Athletic Specter appartiene alla categoria delle Super-Scarpe?

No. La Specter, nonostante la gomma in Pebax, non offre quel tipo di comportamento nel contatto a terra, di rimbalzo, di esplosività tipiche delle Super-Scarpe.

Allora che cos’è di preciso questa Topo Atletic Specter?
Lo scopriremo presto.

Caratteristiche:

Peso: 252gr /  201gr versione femminile
Differenziale: 5mm   –  35mm al tallone, 30 all’avampiede
Intersuola 28 mm gomma EVA con inserto gomma PEBAX
Suola 2 mm di gomma
Tomaia in tessuto mesh con linguetta integrata e talloniera flessibile, soletta ergonomica Ortholite spessa 2 mm

Tomaia

La tomaia della Topo Atletic Specter è leggerissima ma robusta, in tessuto mesh ben traforato, privo di layer di rinforzo. Si porrono intravedere, ai lati,  due strisce di non so quale tessuto applicate nella parte interna della tomaia, collegati con il sistema di allacciatura, per rinforzarne la funzione.

La linguetta para lacci è poco spessa, fatta con tessuto ed un imbottitura morbida ma consistente e risulta ben protettiva

Il  contrafforte tallonare è poco imbottito e quasi destrutturato, molto flessibile.

Veste sul piede in maniera piacevole, ben rivestito che non provoca alcuna frizione sul piede nudo, ma non sembra avvinghiarsi alla caviglia, costringerla.

Tutta la scarpa è molto piacevole da calzare sul piede nudo, ariosa, fresca, con la zona avampiede larga tipicamente Topo Athletic.

Anche la soletta interna ha un tocco piacevole, e fornisce una senzasione di stabilità della seduta, specialmente nella zona mediale interna, dove il bordo supporta anche la tomaia.

 

Intersuola

L’intersuola della Topo Athletic Specter rielabora un progetto precedentemente adottato nella Zephyr, ed è costituita da una struttura in EVA – in questo caso molto solida – al cui interno è sistemato un cuscinetto di gomma molto più “viva” – non direi morbida e ammortizzante – in gomma Pebax.

La struttura in Eva ha anche una forma molto allungata e snella, con uno “spoiler” posteriore pronunciato e ben curvato, segnata da pareti levigate, in diversi punti oblique, che vanno ad allargare l’intersuola verso il basso.

E’ una struttura molto elaborata, anche bella a vedersi.

La gomma in EVA è molto solida,  ha poca capacità compressiva.

Tutta l’intersuola è molto rigida, anche la zona avampiede non flette se forzata.

Nella parte inferiore l’intersuola presenta una depressione nella zona mediale, dove c’è il logo “TOPO” e non, come di solito succede, sotto al tallone, dove serve a smorzare la fase di caduta dopo l’appoggio.

Probabilmente il crashpad non ha funzione ammortizzante (vorrei vedere, dura com’è la gomma…), e anche questi pochi mm di “depressione” nella zona mediale dovrebbero essere funzionali alla meccanica dell’intersuola durante il passo, come vedremo.

 

Suola

La suola è molto diversa da quella, abbastanza standardizzata, di tutti gli altri modelli Topo Athletic.

In questo caso richiama un po’ quelle adottate nelle Super-Scarpe, con la parte anteriore coperta da un unico cuscinetto, e due cuscinetti nella parte posteriore, scoperta la zona mediale.

Comportamento

Non è stato facile entrare in sintonia con la Topo Athletic Specter, né comprenderne il valore assoluto, dopo tutto questo tempo.

Ci sta che atleti performanti possano correrci tranquillamente una mezza in 1he10min.

Io putroppo non sono riuscito ad andarci nemmeno sotto i 4/km, nemmeno per poche centinaia di metri.

Non per colpa sua, ma è il rapporto che si è creato tra di noi, a non spingermi nemmeno di provarci più di tanto. E’ come se mi frenassi, come se qualcosa mi dicesse “è meglio che non ti sforzi, dai, vai tranquillo”

Alla fine sono riuscito a trovarci il feeling giusto, una sua funzione adatta alle mie caratteristiche, per affrontare corse di breve/ al massimo medie distanze a ritmi che vanno dai 4e40 ai 5e50/km, con un senso di maggior piacere della corsa quando si va intorno ai 5/km, facendomi apprezzare comunque la sua dinamica anche a ritmi più calmi.

Dinamica che consiste nello spostare il momento di scarico dell’atterraggio nella zona mediale – grazie allo spoiler che con la sua rigidità accompagna il momento della caduta – attivando così la naturale funzione ammortizzante della compressione dell’arcata del piede .

Sfruttandone poi la fase di decompressione al momento della spinta, grazie alle proprietà di rilancio della gomma in Pebax, favorita anche dall’importante curvatura dell’intersuola sotto le falangi, con l’intersuola dura che non smorza lo slancio,  e  una suola morbida che rende il passo fluido.

All’inizio potrebbe risultare difficile entrar in sintonia con la Topo Athletic Specter, soprattutto se di solito si è portati a poggiare di tallone: è una scarpa abbastanza dura nel contatto a terra, può fornire una sensazione contrastante a cui non si è più abituati, in quest’era di gomme sempre più morbide.

Ci vogliono un po’ di km prima di apprendere il giusto gesto di appoggio – e ce ne di più per iniziare ad “ammorbidirla” un po’, e sentire piacere durante la svolgimento del passo.

Ma è proprio questa iniziale durezza che spinge a cambiare passo, per evitare di battere a terra il tallone, per imparare a poggiare a terra di tallone.

… esperienze passate

In questo senso la Topo Athletic Specter mi ha ricordato il modo in cui ho iniziato a correre stile barefoot: era estate, la scarpa con cui correvo mi aveva fatto venire una vescica all’alluce, mi era impossibile correrci o soltanto camminarci per cui la tolsi per camminare a piede nudo sull’asfalto rovento… che era rovente, quindi pensai fosse meglio correre, così faccio meno passi e sto meno a contatto col fondo.

Ma correre piano voleva dire battere di tallone, e faceva male… quindi fui costretto a correre un po più svelto del solito e inizia a farlo con un tipo di appoggio a terra diverso. E fù così che alla fine non sentivo nemmeno più il tibiale “bruciare”, che mi affliggeva da tempo… e da questa cosa, iniziai a studiarci sopra e capìì che potevo aggirare il problema del menisco destro che mi faceva male…

Ecco, la Topo Athletic Specter, pur con tutta quella gomma, ti porta allo stesso risultato. Senza bruciarti il piede, naturalmente.

… esperienze odierne

Proprio perché avevo intuito questa dinamica, la prima volta, mi son messo un bello zaino da 24litri bello carico, per farci subito una ventina di km a ritmo tranquillo, per verificare alla fine come mi sarei ritrovato piedi e ginocchia.

Ho iniziato a correre, e dopo 1km e 7 mi son reso conto che stavo andando un po troppo veloce per quanto avrei dovuto: stavo a 5e05 invece che 5e50: ho sbagliato a mettere lo zero nel posto giusto!!!

Quindi ho rallentato, ed ho preceduto , cercato di procedere a 5e55, anche un po più lento. Alla fine, gli ultimi km ho accelerato a 5, senza sforzarmi troppo, e quando ho finito, stavo bene, fisicamente rilassato.
Ho capito che il suo limite di lentezza è sui 6e10/km

Nelle uscite successive, senza carico, ho corso con cambi di ritmo, ho cercato di andarci a 6e10, ma non mi trovavo bene, senza zaino.

Come se non essendo caricata bene, la scarpa non reagisse in maniera ottimale. Perchè più vai veloce, più aumenta il carico che deve reggere l’arcata, e maggiore la reazione, che attiva così anche la risposta del Pebax.

E così ho capito che il punto in cui la corsa diventa un piacere è un andatura intorno ai 5/km.
Poi posso andare più veloce, ma subentra la fatica che si compie nell’andare più veloce. E fatica non è piacere.

Questa scarpa mi spinge verso il piacere, più che verso la velocità. Perché per me velocità non è il piacere.

Io non ho iniziato a correre per andare veloce, ma per stare bene. E questa Topo Athletic Specter sembra aver capito qual è l’anima della mia corsa.

Conclusione

La Topo Athletic Specter è una daily trainer veloce, che può essere anche una “passista” per lunghe distanze.

E’ una scarpa stabile che, grazie alla geometria e solidità dell’intersuola, cerca di promuovere un passo con scarico mediale e spinta direzionale per non traumatizzare le ginocchia e non sovraccaricare il piede.

Una tecnologia che forza verso una dinamica naturale della corsa, il Move Better Naturally, che viene vissuto però in maniera passiva, più che un movimento voluto/costruito.
Si è “forzati” a farlo. Ma, dopo un certo periodo di adattamento, si è compiaciuti di farlo.

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